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Caldaia a condensazione scarico acido


Tutte le caldaie a condensazione devono essere collegate ad uno scarico della condensa residua di combustione, in accordo con la norma. Per via della normativa sull'efficienza energetica ormai in commercio sono presenti solo caldaie a condensazione. Oltre ad alcuni limiti riguardo lo scarico dei. La caldaia che ho appena installato scarica la condensa nel pluviale nelle condutture un deposito con proprietà tampone rispetto agli acidi. NT1 protegge il sistema di scarico dalla corrosione, problematica in rapida diffusione, trasformando il pH della condensa di caldaia da acido ad. Uno dei problemi più spinosi nell'installazione di una caldaia a condensazione è senza dubbio l'installazione dell'apposita tubazione di scarico delle condense.

Nome: caldaia a condensazione scarico acido
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È corretto? La norma che tratta in maniera esaustiva lo scarico delle condense è la UNI Sistemi per lo scarico delle condense. Appendice A. I reflui domestici, prodotti in grande quantità, hanno una notevole basicità; essi inoltre hanno la capacità di formare nelle condutture un deposito con proprietà tampone rispetto agli acidi.

Per contro la quantità massima di condensa producibile per esempio da una caldaia a condensazione a gas naturale con portata termica 24 kW vedere punto A. Per il trattamento delle condense si indicano i seguenti casi: Installazione in unità ad uso abitativo: per tali utilizzi non si rendono necessari particolari accorgimenti essendo i condensati abbondantemente neutralizzati dai prodotti del lavaggio e degli altri scarichi domestici.

È bene osservare che tale possibilità, seppure prevista dalle norme, resta comunque basata su un approccio pressoché empirico, essendo la quantità di condensa prodotta proporzionale alla potenzialità dei generatori e all'utilizzazione degli stessi; ma tali fattori non sono correlati in maniera semplice alla produzione di acque basiche contenenti saponi e detergenti.

In particolare, il limite superiore di potenza, a partire da quale le norme invitano a valutare significativamente la possibilità di utilizzazione di un passivatore, è di kW; l'ambiguità, nella gestione degli impianti, sorge poiché anche in tal caso non è comunque esclusa la possibilità di neutralizzazione con gli scarichi saponati e con detergenti di uso quotidiano.

Anche in ambito europeo, se non si considerano impianti di potenze particolarmente elevate, maggiori di kW, non sono indicate in maniera univoca le direttive da seguire, essendo le procedure di calcolo indicate spesso affette da incertezza, come la correlazione esistente tra la potenza dell'impianto e la produzione di acque basiche; inoltre in ambito europeo l'incertezza si amplifica anche nei confronti del limite inferiore di potenza, al di sotto del quale non è obbligatorio l'utilizzo di un neutralizzatore, limite che si riduce a 25 kW contro i 35 kW vigenti i Italia.

I fumi vengono fatti passare in uno speciale scambiatore - condensatore che permette di sottrarre, tramite condensazione, il calore latente del vapore acqueo.

In pratica si tratta di costruire due sifoni uno per la caldaia e uno per lo scarico dei fumi. Le condense provenienti dai due sifoni devono poi confluire in un pozzetto che le raccoglie prima di essere scaricate nella fognatura.

Le caldaie a condensazione hanno la Certificazione ErP, obbligatoria dal 26 Settembre per i sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria.

Al contrario delle caldaie a condensazione con Certificazione ErP, quelle convenzionali non sono certificate, perché non rispondono alle normative europee di ecologia e risparmio energetico e, dal 26 Settembre , non è più possibile produrre caldaie che non rispettino questa normativa. Chi ad oggi acquista una caldaia priva di etichetta energetica sta acquistando un prodotto obsoleto.

Quando acquisti gli altri elettrodomestici, ti accontenti di una classe B o vuoi una classe A?